"Il trattato Mercosur nasce per favorire il commercio di alcuni settori produttivi (automotive, industria farmaceutica, eccetera) ma è fortemente penalizzante per quello agricolo". Sono le parole di Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche, intervenuta per commentare l'iter del patto di libero scambio tra Unione Europea e Paesi sudamericani. "Nessun vantaggio quindi per gli agricoltori europei ed italiani - spiega la presidente Gardoni - né per i cittadini, perché senza applicazione del principio di reciprocità importeremo cibo che non rispetta i nostri rigidi standard di produzione in termini di sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e tutela dei lavoratori. Non solo, sarà l'ennesimo caso di concorrenza sleale considerando il differenziale del costo di produzione che grava sulle spalle degli agricoltori sudamericani ed europei, decisamente più alto per quest'ultimi".
Quali le regole per la garanzia di sicurezza dei prodotti importati dal mercato Mercosur?
"In Sudamerica sono consentiti trattamenti e pratiche produttive banditi da anni nel nostro continente. Per quanto riguarda gli allevamenti, ad esempio, è consentito l’impiego di ormoni della crescita per accelerare l'ingrasso degli animali mentre da noi è vietato da più di 30 anni poiché considerato potenzialmente pericoloso per la salute dei consumatori. Senza contare la sorveglianza pressoché inesistente sull’utilizzo di antibiotici. Regole che giustamente i nostri allevatori seguono all’interno di una filiera completamente tracciata e soggetta a rigidi controlli da parte degli organismi preposti. Inoltre con l’accordo Mercosur le multinazionali della chimica avranno maggiore facilità a vendere in Sudamerica fitofarmaci vietati nell’Unione Europea ma che finirebbero comunque per farvi ritorno attraverso il cibo, proprio con le importazioni agevolate dal Mercosur. Da anni Coldiretti combatte battaglie contro accordi commerciali iniqui e sleali ed è per questo che riteniamo necessario applicare in maniera universale il principio di reciprocità, che valga non solo per il Mercosur ma per tutti gli accordi commerciali che l'UE potrà varare in futuro".
Per le Marche cosa cambia?
"Per la nostra regione il pericolo maggiore è rappresentato dall’invasione di carne sottocosto che darebbe il colpo di grazia al settore che più di tutti ha subito contraccolpi per i rincari energetici e per le tensioni internazionali di questi ultimi anni. Mi riferisco ovviamente al comparto zootecnico che, oltre a rappresentare una branca con punte di eccellenza qualitativa, è anche un presidio economico e sociale insostituibile per il nostro entroterra, soprattutto dell’area montana. La chiusura di una singola stalla è una ferita per tutta la regione perché vengono meno il presidio territoriale e l’economia di intere comunità".