3 Ottobre 2026
Coldiretti a Fano per il Rinascimento del vino italiano: “Dal metanolo alla qualità che racconta la Grande Bellezza italiana nel mondo”

Quarant’anni dopo lo scandalo del metanolo, il vino italiano ha ripercorso a Fano la strada che lo ha portato da quella crisi a un modello sempre più fondato su controlli, territorio e qualità. È stato questo il filo conduttore del convegno “1986-2026: il rinascimento del vino italiano. Dal metanolo alle grandi etichette italiane”, che si è svolto il primo ottobre nella Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, nell’ambito della manifestazione Una città da gustare.
Tra i relatori sono intervenuti Dominga Cotarella, presidente nazionale di Terranostra, e il presidente di Coldiretti Pesaro Urbino, Tommaso Di Sante. Il confronto sui quarant’anni trascorsi dal 1986 ha offerto anche l’occasione per guardare alle sfide di oggi. "Il metanolo – ha detto Cotarella - è stato un momento di grande sofferenza ma ha segnato la rinascita del vino italiano. Il vino è un prodotto agricolo e chi lo banalizza non ha capito che dietro quel bicchiere c'è il lavoro dei nostri agricoltori, c'è pazienza attesa cambiamento climatico che complica il tutto e racconta il territorio. Il vino contribuisce a quella Grande Bellezza che racconta l'Italia nel mondo"

Se allora il settore era ancora fortemente legato alla quantità, il percorso compiuto negli ultimi decenni ha spinto verso un modello di maggior valore e qualità. “Da anni ci battiamo per il cibo di qualità e sostenibile al fianco dei consumatori – ha detto Di Sante - e le nostre aziende hanno messo la faccia per raccontare ciò che facevano in questo senso. Oggi la battaglia continua contro i cibi ultraformulati perché ne va della salute di tutti e soprattutto dei nostri figli. Per questo abbiamo sostenuto la tracciabilità, i marchi di origine e la catena dei controlli perché la qualità crea un valore aggiunto importante per le aziende anche se, va detto, dobbiamo ancora lavorare per accorciare la filiera e far sì che l’agricoltore possa riappropriarsi di quel valore che oggi, spesso, non viene riconosciuto”. Proprio su quantità e valore tende Coldiretti Marche che, complice il rallentamento dei consumi e le consistenti giacenze presenti nelle cantine, nelle scorse settimane ha chiesto alla Regione di adottare una strategia che punti meno sui volumi e maggiormente sulla qualità, anche attraverso una revisione delle rese.

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